Falsissimo YouTube: analisi del successo e delle critiche al format di Fabrizio Corona
Negli ultimi mesi il formato Falsissimo, ideato e condotto da Fabrizio Corona sul suo canale YouTube – che ha superato il milione di iscritti – è diventato uno dei casi mediatici più discussi in Italia. Il progetto, che miscela gossip, accuse, retroscena sul mondo dello spettacolo e “inchieste” non convenzionali, ha polarizzato opinioni e sollevato un acceso dibattito tra sostenitori, critici, istituzioni e autorità.
Perché Falsissimo ha avuto un successo esplosivo
Pubblico affamato di scandali e gossip
La forza di Falsissimo risiede nel suo appeal sensazionalistico: il pubblico è attratto da accuse forti, retroscena e rivelazioni contro personaggi famosi. Questo atteggiamento sfrutta al massimo meccanismi psicologici di curiosità, scandalo e voyeurismo mediatico, elementi sempre potenti nell’ecosistema digitale.
D’altronde anche al di fuori dell’italia in particolare negli stati uniti esistono podcast utilizzati anche da Donald Trump nella recente campagna presidenziale. E si registrano numeri 5 volte superiori ai video che fa Fabrizio Corona nei suoi video.
fonte:socialblade.com
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Il canale ha raggiunto circa 1 milione di iscritti e oltre 50 milioni di visualizzazioni totali;
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pubblica un numero relativamente basso di video (circa 80), il che indica una forte performance media per video rispetto a molti altri canali;
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ha un grado complessivo Social Blade “D”, che può indicare una crescita più lenta o una presenza di nicchia rispetto ai grandi canali con numeri simili;
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le stime di guadagno sono indicative e vanno interpretate con cautela.
Viralità e distribuzione sui social
Le puntate vengono accompagnate da promozione aggressiva sui social, teaser accattivanti e la condivisione virale di estratti su piattaforme come TikTok e Telegram, che cea un effetto “effetto buzz” che spinge anche chi non seguirebbe normalmente Corona a cliccare e commentare.
Disintermediazione dalla stampa tradizionale
Corona ha scelto YouTube come palco principale, evitando i filtri della stampa tradizionale. Questo permette di presentare contenuti senza verifica giornalistica, creando una narrativa diretta tra creatore e pubblico. Per molti followers, questa “assenza di media intermediari” è percepita come autenticità.
Corona non si limita a raccontare storie: è attore della narrazione, incorporando la propria esperienza personale e il proprio personaggio controverso nel racconto. La sua reputazione, costruita negli anni tra paparazzate, processi e scandali, diventa parte integrante dell’attrattiva.
Diffamazione e azioni legali
Il format è finito al centro di una lotta legale con figure pubbliche come Alfonso Signorini, che ha denunciato Corona per diffamazione. Un giudice civile di Milano ha ordinato la rimozione di alcuni video e ha vietato la pubblicazione di nuovi contenuti ritenuti diffamatori, imponendo pesanti sanzioni economiche per ogni violazione.
Interventi di autorità e controlli
L’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha avviato verifiche formali sul canale e sui contenuti di Falsissimo, considerando se siano rispettate le norme del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi anche per influencer e creator. Questo apre nuove possibili restrizioni, compresa la potenziale rimozione o limitazione della visibilità.
Accuse di “monetizzazione dell’insulto”
Critici, media tradizionali e anche aziende coinvolte (come Mediaset) hanno definito il format non giornalismo ma business costruito sull’insulto, la gogna mediatica e l’offesa gratuita, volto a “monetizzare” le dinamiche polemiche più che a fare inchiesta.
Critiche radicali degli utenti e opinione pubblica
Commentatori sui social e forum sottolineano come il fenomeno alimenti disinformazione, cattivo gusto e odio digitale, e criticano la moderazione dei commenti sotto i video come un modo per silenziare voci contrarie o critiche.
Falsissimo rappresenta una contestazione molto attuale del modo in cui consumiamo contenuti: da una parte, un pubblico affamato di narrazione diretta, senza filtri e con un’agenda provocatoria; dall’altra istituzioni, media tradizionali e gran parte dell’opinione pubblica che lo vedono come un esempio di deriva comunicativa pericolosa.
Il caso tocca questioni centrali del nostro tempo: libertà di espressione vs. responsabilità informativa, ruolo delle piattaforme digitali nel controllo dei contenuti e frontiere tra intrattenimento e informazione. Come evolverà Falsissimo – tra leggi, censura e nuovo pubblico – è un indicatore importante delle sfide normative e culturali per i media digitali nel prossimo futuro.











