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Steve Jobs, l’uomo simbolo di una grande azienda

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Steve Jobs, l’uomo simbolo di una grande azienda

Steve Jobs è morto, l’uomo degli ultimi 10 anni, fondatore e faro di Apple, l’azienda più amata del momento in tutto il mondo, ricca di successi grazie e soprattutto alla sua guida. Il successo clamoroso di Apple, già da prima azienda molto apprezzata anche se di nicchia con i suoi Macintosh, nasce nel 2001 con il primo iPod, poi si passa all’iPhone nel 2007 e infine nel 2010 con l’iPad.

A seguito di queste grandi creazioni è scaturita una vera e propria iMania: tutti desiderano un prodotto Apple e in molti lo possiedono, spesso più di uno solo, trasformando l’informatica in qualcosa che va davvero di moda, invece che essere amata ed apprezzata solo dai cosidetti nerd (o geek), sviluppando un vero e proprio fenomeno di massa. Poche aziende al mondo rispecchiano il proprio fondatore come Apple fa con Jobs, per cui parlare della prima è come parlare del secondo, e viceversa. Detto questo, parliamo un pò della vita di Jobs, che è strettamente legata ad Apple (ma non solo), assieme ai loro alti e bassi.

Steve Jobs è nato nel 1955 a San Francisco in California, stato che oggi, anche grazie a Steve e alla sua azienda, è il punto di riferimento mondiale nel mondo dell’informatica con la famigerata Silicon Valley. Si diploma a Cupertino (città ora nota per essere la sede della Apple) nel 1972 e fonda Apple nel 1976 con l’amico Steve Wozniak, senza essersi mai laureato. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, dato che il secondo risulta essere ignoto ai più, è Woz il miglior informatico fra i due, ma è Steve quello con le idee migliori, dotato di una grandissima sensibilità riguardo a ciò che sarebbe diventato rivoluzionario, anticipando i tempi.

Steve con il primo Macintosh

Insieme formarono una grande coppia: il braccio (Wozniak) e la mente (Jobs), crearono il primo personal computer Apple I nel garage di Jobs, che si mostrò decisamente interessante. Fecero di meglio con Apple II, che alla fine degli anni settanta vendette milioni di unità, portando Apple al successo internazionale. La vera rivoluzione però sarebbe arrivata qualche anno più tardi, solo nel 1984 con il primo Macintosh (celebre è lo spot pubblicitario mandato in onda nella pausa del Super Bowl di quell’anno).

In quel periodo i PC più diffusi erano gli IBM dotati di MS-DOS, un sistema operativo testuale creato dalla Microsoft di Bill Gates, ma la Apple fece molto di più, portando per la prima volta l’interfaccia grafica nei computer, con i classici menù, icone e quant’altro, oltre all’invenzione del mouse e del puntatore a schermo, semplificando di gran lunga la vita a chi doveva utilizzare un computer e rendendone possibile l’utilizzo anche ai meno esperti.

Nel periodo di massimo splendore di Apple, ecco che arrivano i problemi: Jobs si dimise dall’azienda a seguito di divergenze con il consiglio di amministrazione e iniziò un periodo di crisi, sia per Steve che per la Apple; poco dopo se ne andò, senza fare più ritorno, anche Woz. Nonostante le difficoltà, non si perse d’animo e fonda la NextComputer, nella quale produsse computer di ottima qualità, definiti a posteriori talmente avvenieristici che non ebbero il successo meritato. Parallelamente acquistò la Pixar da George Lucas, azienda il cui scopo è la creazione di cartoni animati in computer grafica, rivoluzionando il mondo dei film di animazione, con pietre miliari come Toy Story e tanti altri.

Steve Jobs con il primo iPhone

Alla fine degli anni novanta sia Apple che Next erano in grave crisi e ciò indusse la azienda con la Mela a richiamare il suo vecchio fondatore, operando una fusione fra le due aziende: la popolarità di Apple si fonde con l’avanguardia della NextComputer e del suo sistema operativo NextSTEP, andando a produrre il famigerato SO Mac OS X. Con di nuovo il suo fondatore al timone, l’azienda di Cupertino fa il definitivo salto di qualità con un nuovo modo di pensare (dà lì il motto “Think Different”), che alle funzionalità coniuga una estetica minimale ed elegante e un approccio incredibilmente user friendly. Questo cocktail, unito alla solita dote della preveggenza di Jobs, ha permesso ad Apple di creare nuovi dispositivi innovativi, che presto sarebbero diventati fonte di imitazione da tutte le altre aziende del settore: stiamo parlando ovviamente di iMac, iPod, iPhone e iPad.

In questi ultimi anni di incredibile successo della Mela, famosi sono diventati i Keynote, ossia le presentazioni con cui Steve Jobs e altri suoi collaboratori mostrano al pubblico le novità Apple, fino a quel momento tenute sotto segreto di Stato. Questi Keynote sono diventati molto più di una semplice presentazione, ma un vero e proprio spettacolo divertente e coinvolgente, con milioni di persone in tutto il mondo che prendono letteralmente d’assalto i siti web che ritrasmettono l’evento con una diretta testuale: in queste occasioni Steve si è sempre dimostrato un grandissimo oratore, elevando a meraviglie i prodotti Apple, spesso anche distorcendo la realtà facendo sembrare le cose molto più rivoluzionarie di quanto non fossero in realtà, tralasciandone accuratamente le mancanze.

Jobs in uno dei suoi famosi Keynote

Esattamente 4 giorni fa, ossia il giorno prima dell’annuncio della morte di Jobs, è stato presentato l’iPhone 4S con il classico Keynote, ma lui non c’era (era già annunciato il suo allontanamento per problemi di salute), dunque è toccato a Tim Cook, nuovo CEO di Apple, prendere il suo posto nel palco. Grosse critiche sono piovute su questo nuovo prodotto, con molte persone che si aspettavano molto di più dal nuovo Melafonino, ma la domanda corretta è: se Steve fosse stato sul palco sarebbe stato lo stesso? Probabilmente no.

Se finora abbiamo descritto Jobs come vero faro di Apple e abbiamo constatato che gli alti e bassi dell’azienda sono coincisi con quelli del suo proprietario, la domanda sorge spontanea: qual’è il futuro di Apple ora che Steve se ne è andato? Nebuloso sicuramente: sebbene si sia circondato in questi anni di ottimi collaboratori che hanno imparato da lui il modo di lavorare e quindi il futuro a breve termine non è in pericolo, quello che preoccupa è il futuro un pò più lontano, che Steve è sempre stato capace di vedere prima delle altre aziende. Dopo gli iPod, gli smartphone multitouch come iPhone e i tablet come l’iPad, quale sarà il passo successivo? Sarà sempre la Apple ad aprire le danze anche senza Steve oppure lo farà qualche altra azienda rivale?

La speranza che serpeggia in questi giorni è che Steve abbia lasciato un ultimo abbozzo di progetto, un prototipo da realizzare in un futuro non lontano, per un nuovo magico dispositivo Apple capace di entusiasmare le folle e di rivoluzionare il mercato, ancora una volta.

Vi lascio con la prima parte del Keynote più famoso effettuato da Steve Jobs, quello della straordinaria presentazione al pubblico del primo iPhone.

httpv://www.youtube.com/watch?v=2ZLLT66rqlI

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