Suno AI & Sanremo 2026: Un esperimento stilistico e la potenza dell’intelligenza artificiale
Non è in gara sul palco del Festival di Sanremo, ma è il nome che rimbalza di più nei corridoi digitali dell’edizione 2026: Suno. La piattaforma di intelligenza artificiale capace di generare brani completi in pochi secondi è diventata il convitato di pietra del festival, alimentando un dibattito che va oltre la classifica e tocca il futuro stesso della musica italiana.
Di seguito è stata ricreata la canzone di Arisa un esperimento puramente stilitistico per dimostare la potenza dell’AI
L’AI dietro le quinte
Se sul palco dell’Teatro Ariston si alternano orchestra, cantautori e super ospiti, online cresce una contro-programmazione parallela: decine di utenti stanno producendo “versioni alternative” dei brani in gara utilizzando l’AI generativa. Alcune reinterpretazioni imitano lo stile di artisti storici, altre riscrivono i testi in chiave satirica, altre ancora propongono mashup impossibili.
Creatività o scorciatoia?
Il fenomeno divide. Da un lato c’è chi parla di democratizzazione: mai come oggi è stato così semplice trasformare un’idea in musica. Dall’altro lato emergono interrogativi etici e professionali: cosa succede al lavoro di autori, parolieri, produttori?
Alcuni addetti ai lavori sottolineano che il valore di Sanremo non è solo nella canzone, ma nell’interpretazione, nella presenza scenica, nel rapporto con il pubblico. Elementi che – almeno per ora – l’intelligenza artificiale non può replicare dal vivo.
Sanremo come specchio del cambiamento
Il Festival, nato nel 1951, ha attraversato epoche, rivoluzioni culturali e trasformazioni tecnologiche. Dalla radio in bianco e nero allo streaming globale, ha sempre assorbito le novità del tempo. L’AI potrebbe essere la prossima.
Non è escluso che nelle prossime edizioni si apra uno spazio ufficiale per la sperimentazione tecnologica: una sezione dedicata alla produzione ibrida uomo-macchina, oppure un premio speciale per l’innovazione musicale.























