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La storia di: File Sharing

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La storia di: File Sharing

In tutti questi anni in cui Internet si è sempre più affermato come principale media di informazione su scala mondiale, i cambiamenti sono stati enormi e velocissimi eppure, navigando giorno dopo giorno, non li si riesce quasi a notare, un pò come accade per i cambiamenti fisici guardandosi allo specchio ogni mattina. Inauguriamo dunque una piccola rubrica chiamata “La storia di” che ci accompagnerà ogni sabato (finchè avrò argomenti da trattare), che di fatto narra e analizza i cambiamenti che sono avvenuti in Internet negli ultimi 10 anni circa, rispetto ad una determinata sua branca.

Questa settimana parliamo del file sharing, il fenomeno di condivisione di massa dei file, iniziato principalmente per la musica e poi espansosi anche ai filmati, ai software e ai videogames. Il file sharing ha rivestito una grandissima importanza nei primi anni duemila, cambiando per sempre le case discografiche e cinematografiche sopra tutte.

L’origine di tutto ciò si può far coincidere con l’avvento di Napster (nel 1999), il primo vero software di file sharing che ha fatto conoscere il fenomeno al mondo intero. In realtà molto di tutto ciò era già disponibile grazie alla IRC (e lo è anche adesso) o alla rete Usenet, ma Napster portò il fenomeno su tutt’altra scala. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Napster non era un software P2P (Peer to Peer), ma il collegamento era unicamente client-server. Ebbe però vita breve, in quanto nel 2001 la RIAA (Recording Industry Association of America), in pratica l’associazione dei produttori discografici, ha ottenuto la chiusura del servizio a causa di una ripetuta violazione dei copyright.

Come sempre accade per queste cose rivoluzionarie, l’abbattimento di Napster non ha fermato il fenomeno, al contrario lo ha fomentato, producendo molti altri software analoghi sempre più numerosi, conosciuti ed efficaci. I più famosi software post-Napster, questa volta P2P, furono WinMx, Kazaa (sviluppato dai futuri produttori di Skype e Joost) e infine eMule. Questi tre software si passarono, in ordine, il testimone di software principe del file sharing. Il più famoso dei tre è sicuramente eMule, l’unico ancora attivo anche ai giorni nostri, seppur sempre meno utilizzato a causa della lentezza di scaricamento e della progressiva diminuzione di server nel corso degli anni (gli eDonkey in primis).

Parallelamente a questi, anche se meno famosi, si sono sviluppati i software client basati su Gnutella, quali Shareeza, Bearshare e, il più famoso e chiuso da pochissimi mesi, Limewire.

Negli ultimi anni, dunque, si è affermato il protocollo BitTorrent che ha portato il file sharing a velocità quasi sempre superiori rispetto ai software sopra elencati, risultando di enorme successo per quanto riguarda i file di grandi dimensioni. Sarebbe da fare inoltre un piccolo discorso a parte per i siti web dove si possono (o potevano) riperire, di fatto, questi torrent, parlando di TNTVillage, Colombo, Mininova, Isohunt e soprattutto del molto discusso (e irraggiungibile dall’Italia) The Pirate Bay.  I client più famosi per questo protocollo sono tutt’oggi Azureus Vuze, Transmission e uTorrent.

Il successo di questi mesi invece va sempre di più nella direzione di un file sharing basato su siti di hosting quali Megaupload e Rapidshare, con enormi siti che contengono e catalogano i link ai file caricati da moltissimi utenti su questi portali, quindi niente più P2P ma classico client-server. Vi segnaliamo FilesTube, fra i numerosissimi siti, italiani e non, della categoria.

Infine, puntiamo uno sguardo verso il futuro futuro: nella mia opinione, non ci sarà più il download totale di un file, ma sarà tutto riproducibile in streaming, sicuramente almeno per quanto riguarda i media quali musica e film… e tutto ciò è già ben avviato, noi di Coolstreaming lo sapevamo da anni.

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