La tecnologia mobile fa male ai bambini?



E’ la domanda che si sono posti alcuni ricercatori del Cohen Children’s Medical Center di New York, i quali hanno redatto un sondaggio volto a capire quale sia l’impatto degli smartphone sui più piccoli.

tecnologia

Inutile dire che un bambino ha bisogno di ben altro che uno smartphone per crescere ma i dati emersi sono comunque piuttosto interessanti. I dati che emergono dalla ricerca indicano che l’utilizzo che i bambini fanno dello smartphone o del tablet si divide tra guardare show educativi (30%), utilizzare app per l’apprendimento (26%), schiacciare lo schermo a casaccio (beata gioventù, 28%) e giocare con app non educative (14%). Inoltre il primo contatto con la tecnologia mobile avviene all’età di 11 mesi con un utilizzo medio di 17 minuti al giorno che può tuttavia arrivare fino alle 4 ore quotidiane. Onestamente un po’ troppe, mi pare logico. Se poi si considera che dallo studio emerge un maggiore ritardo nello sviluppo del linguaggio da parte di chi utilizza in prevalenza app non educative le conclusioni sono veramente scontate. Come se non bastasse, lo studio dimostra inoltre che i bambini più “tecnologici” non avevano tratto benefici di tipo educativo, rispetto ai loro coetanei non avvezzi all’uso di smartphone o tablet. Io personalmente trovo queste conclusioni abbastanza scontate, come sconte sono le parole di Ruth Milanaik, autore principale dello studio: “Abbiamo osservato nella nostra clinica che il giocattolo numero uno che i genitori danno ai figli sono gli smartphone – ha sottolineato – che ormai ha sostituito i libri e i giocattoli “tradizionali”. La tecnologia però non può rimpiazzare il contatto diretto con i figli, che è la miglior fonte di apprendimento”.



-->