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La storia di: Streaming web

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La storia di: Streaming web

Continua la nostra rubrica del sabato “La storia di“, che vi racconta e analizza la storia di alcuni aspetti di Internet negli ultimi 10 anni circa. Questo sabato la rubrica riguarderà un campo in cui siamo molto molto ferrati, essendo noi parte di Coolstreaming: stiamo parlando dello streaming, ovviamente. L’articolo sarà lungo, un pò perchè vogliamo strafare sull’argomento e un pò perchè vorremmo dare una visione più completa possibile di quanto è accaduto negli ultimi anni, che ha avuto ripercussioni anche sul nostro portale, determinandone direttamente l’evoluzione.

E’ necessario innanzitutto effettuare la distinzione fra streaming live (quello “in diretta”) e streaming on demand (nel quale i video sono mantenuti nei server e possono essere guardati in ogni momento): la storia del primo è assai più interessante e partiremo proprio da quella.

Si può affermare che lo streaming live, anche se già utilizzato da qualche emittente come test in formato WMV, è giunto alla ribalta grazie alle primissime P2PTV. Le P2PTV basano la loro tecnologia sul famoso peer to peer: esattamente come per i software di file sharing di cui vi abbiamo raccontato la storia la settimana scorsa, nelle P2PTV viene creata una vasta rete di computer fra tutti coloro che guardano un determinato canale, con il risultato che il trasmettitore originale del canale è potenzialmente in grado di mantenere collegate un maggior numero di persone senza che la propria banda si saturi completamente.

Un diagramma che illustra il funzionamento della P2PTV

Tutto parte da Coolstreaming: dovete sapere che Coolstreaming inizialmente era solamente un programma P2PTV cinese che trasmetteva alcuni canali locali e il nostro sito è nato come supporto italiano (non ufficiale) per questo software, poi allargatosi sempre di più man mano che lo streaming ha avuto maggior successo. Ciò che rendeva questo software interessante era la possibilità di vedere le partite di calcio, anche quelle di Serie A, in modo completamente gratuito, anche se in lingua cinese e a qualità molto bassa. Sarebbe da fare un discorso a parte per i siti web che segnalavano gli eventi in streaming su queste emittenti online, ma ce lo terremo forse per un altro capitolo di questa rubrica.

Uno screenshot di Tvants, software P2PTV

Erano grandi tempi questi per i pionieri: immensa era infatti la soddisfazione di potersi vedere, anche se con estrema fatica e con una qualità molto bassa di visione, le partite della propria squadra su Internet in diretta. Coolstreaming ebbe vita breve, ma molti altri software P2PTV seguirono le sue orme (cinesi soprattutto): segnaliamo primi fra tutti PPLive, PPStream, Feidian, TVAnts e Sopcast; tra tutti questi solamente l’ultimo è ancora piuttosto attivo ed utilizzato. Coolstreaming, grazie al suo forum, seguì in prima linea tutti i nuovi software rilasciati e forniva guide per il loro utilizzo, proponendo le prime guide per produrre anche il proprio personale canale televisivo in streaming da inserirvi. Da segnalare c’è anche StreamerOne, il primo software P2PTV italiano, che portò per primo i canali Rai in streaming e riscuotendo un discreto successo, per i tempi, nel nostro Paese. Riscuoteva grande successo il nostro Mediacenter, che raggruppava tutte le televisioni in streaming disponibili all’epoca in un unico software.

Uno screenshot di StreamerOne, il primo software P2PTV italiano

Nonostante l’ascesa delle P2PTV, cominciarono ad arrivare le prime piattaforme di live streaming professionali, seguendo le orme di Youtube per lo streaming on demand (di cui vi parlaremo dopo), che offrono all’utente la possibilità di usufruire dei loro server per la trasmissione del canale: i primi servizi del genere, ancora oggi molto attivi, furono UstreamJustin e Mogulus (ora denominato Livestream). E’ molto curioso soffermarsi sul secondo servizio, Justin, perchè ha una storia assai interessante ed è ad ora la piattaforma più utilizzata e conosciuta.

Dovete sapere che Justin agli albori non era una piattaforma di livestreaming come le altre, bensì una piattaforma di lifecasting: in pratica l’idea era quella di fare un piccolo Grande Fratello della propria vita, trasmettendosi in diretta per quanto più si poteva, sul portale. Il pioniere di tutto ciò è stato proprio il fondatore, Justin Kan che, girando con un cappello su cui era applicata una telecamera e sfruttando la connessione Internet del proprio cellulare, si trasmetteva online praticamente 24/7 (persino nel sonno!). Qualcun’altro seguì la sua iniziativa (in pochi, a dire il vero), tra i quali citiamo iJustine, ragazza che ora ha smesso da un pò di mettere la sua vita in diretta sul web, diventando una Youtube star. Dopo qualche tempo, conscio del limitato successo, Justin Kan decise di cambiare volto al portale, trasformandolo in un servizio in cui tutti possono trasmettere il proprio canale televisivo, esattamente come le altre piattaforme citate, diventandone la regina.

iJustine live su Justin.tv

Nei tempi recenti molte altre piattaforme si sono aggiunte alla lista, mentre le P2PTV hanno subito un calo vertiginoso e al momento sono quasi in disuso (fatta eccezione per Sopcast e qualche altro software interessante come StreamTorrentTVUPlayer): sono molto di successo al momento, oltre a quelle segnalate prima, piattaforme quali VeetleWebCastOnFreedocast. Segnaliamo infine la nostra piattaforma di live streaming, CSLive, da poco rilanciata con molte migliorie rispetto alla precedente versione.

Passiamo ora a parlare dello streaming on demand. Come detto all’inizio di questo lungo articolo, la storia dello streaming on demand è assai meno interessante ma soprattutto molto più breve. Sostanzialmente si tratta di un vero e proprio monologo di Youtube, con il solo Google Video che poteva un pò intralciarne l’inarrestabile marcia, fino a quando nel 2006 Google non lo acquista per 1,65 miliardi di dollari. Ci sono molte altre piattaforme video da segnalare, quali Dailymotion, Veoh (che si proponeva di essere lo Youtube-killer grazie alla possibilità di caricare video di lunghezza illimitata) e Megavideo, che è attualmente comunque molto utilizzato principalmente per vedersi in streaming film e serie tv, illegalmente caricati da molti utenti. Anche Coolstreaming ha la sua piattaforma di streaming on demand, Video Coolstreaming e ha inoltre un piccolo servizio, chiamato Coolstreaming My TV, che permette di creare una propria tv on demand, basato sulla tecnologia di Streamcast Player.

L'aspetto di Youtube di qualche anno fa

Il futuro? Lo streaming sui dispositivi mobili, che già adesso si sta muovendo piuttosto bene e c’è Coolstreaming ancora in prima linea: è già stata rilasciata gratuitamente da svariato tempo la nostra applicazione per iPhone con la quale potrete vedere molti canali in streaming da noi selezionati, mentre è in arrivo Coolstreaming HD (uscita prevista il 25 marzo), che porterà tutto questo anche su iPad, con una qualità nettamente superiore. Oltre a noi, hanno creato applicazioni di streaming live per il Melafonino anche Justin e TVUPlayer, per citarne alcune. Per quanto riguarda lo streaming on demand, anche qui Youtube domina la scena, essendo una app già preinserita sia in iOS (iPhone, iPod Touch e iPad) sia su Android e OVI.

Uno screenshot di Coolstreaming HD per iPad

Queste applicazioni, in ogni caso, sono destinate ad aumentare esponenzialmente, in particolar modo sui tablet, dove le dimensioni dello schermo meglio si adattano alla visione in mobilità di un canale televisivo.

Guarda gli altri capitoli della rubrica, “La storia di”:

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