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La nuova comunicazione web di Twitter

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La nuova comunicazione web di Twitter

Negli ultimi tempi Twitter (in italiano traducibile come cinguettio), famoso social network, sta vivendo un vero e proprio boom nel mondo di Internet, secondo solamente a quello scatenato dall’ormai affermatissimo Facebook. La notorietà scaturisce spesso a causa dei numerosi VIP che vi sono registrati (specialmente americani, ma ultimamente anche qualche italiano) e vi scrivono spesso. Molti neofiti di questo servizio però non ne comprendono a fondo le funzionalità e le possibilità.

Innanzitutto Twitter è diverso da Facebook, in quanto non è un servizio di social network completo come il portale di Mark Zuckerberg, ma è anche e sopratutto una piattaforma di microblogging. Ciò che cambia è soprattutto la modalità di comunicazione fra utenti: su Facebook per poter interagire con una persona è necessario inoltrarle una richiesta d’amicizia e questa deve essere accettata dal ricevente, mentre su Twitter il discorso è un pò diverso. Non ci sono “amici” ma ci sono Following e Followers: i primi sono quelli che decidi di seguire (e quindi visualizzando i loro status sulla homepage), i secondi sono quelli che decidono di seguirti. Risulta perfettamente chiaro che non vi è una corrispondenza biunivoca come con Facebook: il fatto che si segua una persona, non significa necessariamente che questa contraccambi.

E’ inoltre significativo segnalare che si può taggare una persona in un tweet (con il solito @nickname), anche se questa non vi segue: potrà comunque leggere il vostro post, se controlla le sue menzioni.

In quei 140 caratteri disponibili l’utente di Twitter ha la possibilità di condividere brevemente uno status (chiamato anche tweet) con il mondo: chiunque tra i Follower che legge questo post può rispondere taggando l’autore oppure fare un retweet, condividendo lo stesso post con i suoi Follower (menzionando l’autore del tweet originale).

Si capisce perfettamente che la comunicazione (e la condivisione) di Twitter è snella e veloce, in grado di poter generare una enorme mole di informazione in un lasso di tempo brevissimo. Inoltre Twitter fa automaticamente una cosa specialissima: cerca di riconoscere l’argomento della questione di ogni tweet, andando così a mettere insieme tutti gli altri tweet che trovano corrispondenza con quell’argomento. Nascono così le Tendenze (ben segnalate in homepage e anche geolocalizzate), che sono gli argomenti che sono più discussi dagli utenti del portale in base all’area geografica: Twitter diventa così una sorta di giornalismo partecipativo, in cui le notizie o le opinioni vengono diffuse in tempo reale.

Per poter aiutare il sistema di Twitter a riconoscere l’argomento di un tweet, è frequente l’utilizzo degli hashtag: in pratica consistono nell’inserimento del simbolo del cancelletto davanti alla parola chiave che, secondo l’utente, corrisponde all’argomento del suo status (facendo un esempio: “Mi piace molto visitare #bismark.it”).

Le potenzialità di Twitter come strumento di condivisione sono immense, ma molti storgono il naso sui limiti che vengono imposti: non si possono condividere elementi multimediali e i tweet devono avere una lunghezza massima di 140 caratteri (se si raggiungono i 140 caratteri esatti, viene chiamato twoosh). Per questo motivo esistono moltissime applicazioni che permettono all’utente di riuscire, in qualche modo, a soddisfare le proprie necessità. Ne elenco alcune:

  • Bit.ly, portale che genera degli shortlink, ossia produce un link più corto di quello originale, utile per risparmiare spazio vitale quando si condivide un link.
  • Twitlonger, che permette all’utente di scrivere post di lunghezza indefinita.
  • Yfrog, per condividere immagini e video.
  • TwitterFeed, per condividere automaticamente i post del proprio blog.

Infine esiste l’applicazione di Twitter per Facebook, che condivide i propri status del primo portale automaticamente nel secondo.

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