Connect with us

In rialzo le vendite musicali nel 2011: come è cambiata l’industria discografica

Apple

In rialzo le vendite musicali nel 2011: come è cambiata l’industria discografica

L’industria musicale è sicuramente quella  che ha subito maggiormente il dilagante fenomeno della pirateria iniziato nei primi anni 2000 e le vendite hanno, nel corso degli anni, subito un inesorabile declino.

La notizia è (e non accadeva dal 2004) che nel ormai passato 2011 sono aumentate le vendite di album e di musica in generale, con un incremento dell’1.3% rispetto al 2010. Fatto ancor più importante, la musica digitale ha per la prima volta superato quella “fisica” (su cd principalmente) in vendite, attestandosi intorno al 50.3% del mercato.

Ricordo le dichiarazioni di quasi un anno fa di Jon Bon Jovi, storico frontman della band Bon Jovi, che ha fortemente criticato Steve Jobs per aver ucciso l’industria musicale con l’iTunes Store, privando del privilegio di possedere un disco fisico, a sua detta molto meglio che scaricarsi da casa il singolo prescelto online. La verità è che l’industria musicale non può più fare assolutamente a meno delle vendite online (ed i dati sopra esposti sono una prova più che tangibile), che hanno piuttosto salvato il salvabile in una situazione di grave crisi del settore a causa della pirateria.

Ma non ci sono solamente i negozi online come ‘iTunes Store: in forte crescita c’è la musica in streaming, disponibile per esempio su portali come Spotify (non disponibile in Italia) e Deezer (da poco sbarcato nel nostro Paese) nei quali, con un modesto abbonamento mensile (si parla di 4.99€ per Deezer) si possono ascoltare in streaming sul proprio computer o sul proprio dispositivo mobile (smartphone o tablet) tutte le canzoni presenti nella libreria online.

E’ proprio questo il settore della fruizione musicale che più sarà decisivo nei prossimi anni: in un mondo in cui quasi tutti possiedono uno smartphone e in molti detengono un abbonamento Internet su di esso, l’incredibile convenienza di prezzo che possiedono questi portali per ascoltare moltissime canzoni in streaming ad alta qualità, potrebbe portare in molti addirittura ad abbandonare la pirateria, che spesso frutta brani di dubbia qualità audio.

iTunes Store e compagni hanno certamente portato prezzi più abbordabili e soprattutto hanno dato per la prima volta la possibilità alle persone di scegliere liberamente quali brani scaricare, potendoli comprare anche singolarmente. Ma è anche certo che, seppur i costi siano più contenuti, risulta davvero difficile per molti appassionati pagare per tutte le canzoni che desiderano ascoltare, dovendo così ricorrere alla pirateria. Con questi abbonamenti mensili, invece, si ha libero accesso a tantissime canzoni, senza bisogno di pagare per ognuna di esse e tutto nell’ambito della legalità: questi portali di musica in streaming sono destinati a fare ciò che Netflix ha fatto negli USA, che ha messo sul lastrico BlockBuster, la più famosa catena mondiale di noleggio film.

Io credo davvero che, così facendo, l’industria musicale possa trovare definitivamente la sua ancora di salvezza, mentre in molti la davano già presto per spacciata.

Infine, per concludere con le statistiche: l’album più venduto del 2011 è stato 21, della bravissima Adele, con la quale termino questo articolo.

httpv://www.youtube.com/watch?v=hLQl3WQQoQ0

Source: Mashable

Continue Reading

More in Apple



News


Top News

To Top