Digitale Terrestre: guida allo switch off



In questi giorni è d’attualità il tema dello switch off, ossia lo spegnimento delle frequenze della televsione analogica per far posto alla televisione digitale, offrendo all’utente la possibilità di vedere molti più canali di quanti era solitamente abituato. Tra meno di un mese anche l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia si uniranno al gruppo delle regioni all-digital, ossia di quelle che hanno già effettuato il passaggio totale alla tv digitale.

Lo scopo principale di questo articolo è di fare buona informazione su quanto concerne gli aspetti tecnici e le conseguenze di questo passaggio al digitale, con consigli per il consumatore.

Innanzitutto: perchè bisogna spegnere per forza le frequenze analogiche per far posto a quelle digitali? Beh, prima di tutto è importante che la tecnologia vada avanti (pur essendo questi piccoli passi), ma in realtà c’è una motivazione strettamente tecnica. Ogni televisione ha una sua frequenza di onde in alta frequenza (UHF e VHF), che ha regolarmente acquistato a caro prezzo. Mentre nella tv analogica quella frequenza è in grado di trasmettere una singola emittente, nella tv digitale essa porterà mediamente 5-6-7 canali SD (Standard Definition) oppure circa 2-3 canali HD (High Definition): molti più canali grazie ad una singola frequenza significano molti più canali disponibili per il telespettatore e una maggior varietà di scelta a sua disposizione (con molti più canali tematici), oltre a maggiori opportunità commerciali. Questo avviene poichè i canali digitali sono compressi grazie alla codifica (generalmente MPEG-2), che elimina quelle immagini e quei suoni che la nostra vista e il nostro udito non possono percepire (un pò come accade per la compressione di file audio in mp3).

Ora la domanda sorge spontanea: come mi preparo al passaggio al digitale terrestre? Ovviamente acquistando un decoder (che appunto serve per decodificare il segnale) oppure una televisione con decoder incorporato: se non si possiede nessuno di questi due, al momento dello switch off non si vedrà nemmeno l’ombra di una immagine televisiva. Se si è interessati alla tv pay, allora sarà necessario l’acquisto un decoder provvisto di smart-card (il cassettino in cui va inserita la scheda corrispondente alla televisione pay scelta) e che sia al contempo un decoder interattivo (lo riconoscete dal bollino “Mhp“). Altrimenti potrebbe tranquillamente bastare uno zapper, un decoder che consente di vedere solamente i canali in chiaro e che costa sicuramente molto meno degli altri.

Per vedere i canali in HD, invece? Non è semplice come sembra: non è sufficiente possedere una televisione HD-ready o Full HD per poter vedere i canali del digitale terrestre in alta definizione. E’ necessario un decoder HD, che è riconoscibile dal bollino DGTVi Gold riportato nella confezione: ad ora in commercio ce ne sono pochi e sono molto più costosi dei tradizionali. Altrimenti, se si possiede un televisore adatto, potrebbe essere necessaria solamente una CAM Ci+ da inserire nell’apposito vano contenitore della tv.

Ultima informazione: se avete almeno 65 anni d’età o se dovete comprare un decoder digitale terrestre ad una persona che corrisponda alla descrizione, è utile sapere che esiste un contributo statale pari a 50 euro per qualunque decoder a loro beneficio, purchè siano in regola con il pagamento del canone RAI.